In quell’occasione, a Milano come a Roma, le forze dell’ordine hanno lasciato fare.
E purtroppo credo che lo stesso accadrebbe se gli islamici tentassero un’altra prova di forza; perchè è relativamente semplice contrastare qualche centinaio di studenti su di giri, ma è troppo rischioso far rispettare la legge se a violarla è una minoranza musulmana ormai molto numerosa composta da centinaia di migliaia di persone, che potrebbero provocare sommosse di piazza.
E se osservo quel che accade all’estero non trovi motivi di conforto: a Parigi la polizia non ha più il controllo di alcuni quartieri di periferia e gli agenti hanno paura di uscire dai commissariati, mentre in America Sean Penn ha fatto tagliare i passaggi che lo riguardano in un film che denuncia le difficoltà di integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica, mostrando scene forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa — in nome dell’ «onore» — da un familiare che ne rimproverava la condotta di vita non conforme alle tradizioni e ai dettami della religione. Le proteste dell’associazione degli iraniani è stata così veemente da indurre l’attore, famoso per il suo impegno civile, a una clamorosa retromarcia.E la situazione rischia di peggiorare ulteriormente.
Che fare? Bisogna arrivare al punto di limitare drasticamente l’immigrazione musulmana privilegiando quella di minoranze, come i filippini, che si integrano facilmente?
Marcello Foa-Il Giornale
L'immigrazione musulmana, secondo me, va drasticamente ridotta, il perchè lo sanno anche i sassi.
I musulmani non si integrano mai, nemmeno dopo generazioni e gli attentati a Madrid e Londra, ne sono tragici esempi.
Anche quello che é successo nelle banlieu parigine dovrebbe indurci a priviligiare altre etnie, più portare ad accettare gli usi e i costumi occidentali.
Orpheus