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Abruzzo: il terremoto ha distrutto tutto.Aiutiamoli.





Abruzzo, terremoto, 179 morti
Crolli e macerie: è emergenza
 Abruzzo: il terremoto ha distrutto tutto

Sale a 179 il numero dei morti accertati, provocati dal terremoto che ha scosso l'Abruzzo. Grave la situazione dell'ospedale cittadino, molto danneggiato dalle scosse
Il numero dei morti, secondo fonti ospedaliere, è salito a 179. E' l'ultimo bilancio del terremoto che la scorsa notte ha colpito L'Aquila. E proprio la situazione all'ospedale dell'Aquila, fortemente danneggiato dalle scosse e senza acqua potabile, diventa sempre più drammatica di minuto in minuto. Ci sono intere zone dove si stanno effettuando i primi interventi che sono in reale pericolo di inagibilità, tanto che numerosi medici medicano i feriti all'aperto di fronte alla entrata principale del pronto soccorso. Continuano ad arrivate feriti sia con ambulanze che con auto private e di tanto in tanto sfilano barelle con i morti, che vengono accompagnati al vicino obitorio. Nella città abruzzese la situazione più critica è quella che riguarda la zona compresa tra via XX Settembre e via Campo di Fossa. In quest'ultimo caso si registra il crollo di un condominio di cinque piani sotto il quale è molto probabile che siano intrappolate intere famiglie. Poche ore fa un'altra scossa ha fatto tremare per alcuni secondi la terra. Molte delle case già lesionate sono venute giù e anche il simbolo della città, all'ingresso dell'Aquila, a Porta Napoli, è venuto giù. Sono state date indicazioni agli sfollati dell'Aquila di raggiungere la zona dello stadio, considerata sicura, dove sarà allestito un campo di accoglienza. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, non andrà più a Mosca ma si recherà a l'Aquila per verificare di persona la situazione dopo i terremoti. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha convocato per le prossime ore un vertice operativo presso il Dicastero di Porta Pia per mettere a punto "i provvedimenti più urgenti per fronteggiare le conseguenze di questo gravissimo evento tellurico". Le linee ferroviarie principali, riferiscono le Ferrovie dello Stato, sono tutte operative, mentre sono in atto gli accertamenti sulle linee regionali. Restano chiuse per il completamento degli accertamenti le linee regionali Sulmona-L'Aquila-Terni, Sulmona-Tivoli, Giulianova-Teramo, Sulmona-Carpinone. Le infrastrutture centrali di Telecom Italia, sia nella telefonia fissa che in quella mobile, non hanno subito danni nel terremoto della notte scorsa in Abruzzo. Lo riferisce il gruppo telefonico, spiegando che i telefoni, dunque, "funzionano regolarmente", a parte la normale congestione del traffico che si verifica sempre in casi come questi.

Storie dal sisma: mamma salva la figlia e muore
Risponde al cellulare sotto le macerie. E si salva
 

Estratta viva dalle macerie una bimba di due anni, a San Gregorio, frazione dell'Aquila. Universitario di venti anni individuato sotto le macerie grazie al telefonino. Tempera e Onna tra i centri più colpiti dal sisma. Gli abitanti scavano a mani nude
L'Aquila - Le mille storie della tragedia si susseguono di ora in ora. Testimonianze drammatiche che vengono a galla grazie ai racconti dei sopravvissuti o ai ricordi, ancora drammatici, di chi ha assistito alla morte di parenti, amici e conoscenti. I vigili del fuoco hanno estratto viva dalle macerie una bambina di due anni a San Gregorio, frazione del comune dell’Aquila: a salvarla, facendole scudo con il proprio corpo, sarebbe stata la madre, morta nel crollo dell’abitazione. La piccola - di cui non si conoscono esattamente le condizioni - è stata immediatamente trasportata in ospedale da un elicottero degli stessi vigili, già tornato nell’area per prestare soccorso ad altri feriti.
Salvato dal cellulare che suona La sorella lo chiama al cellulare e lui, da sotto le macerie, riesce a risponderle e a dare indicazioni perché i soccorritori possano individuarlo e portarlo in salvo. Forse deve la vita a quella chiamata lo studente universitario di Fermo nelle Marche, 20 anni, travolto con altri compagni dal crollo della Casa dello studente all’Aquila. Erano trascorsi pochi minuti dalla scossa delle 3:32: la sorella e il padre dello studente, allarmatissimi, tentano di rintracciarlo al cellulare, senza ricevere risposta. Si rivolgono al 118, i vigili del fuoco, la polizia di Fermo, e a quel punto, si riesce ad allestire un ponte telefonico con la zona del crollo. La ragazza e il fratello si parlano: lui, con un filo di voce, fornisce dati utili perché chi scava fra le macerie, al buio, possa raggiungerlo, e alla fine viene tirato fuori, incolume. È sotto choc ma sta bene, non ha riportato ferite nè traumi, ed è già rientrato a casa. Un altro compagno di alloggio invece non ce l’ha fatta. E fra quel che resta della Casa dello studente si scava ancora. 
I centri più colpiti Uno dei paesi più colpiti dal terremoto è Tempera, a sette chilometri dall'Aquila. Un altro centro devastato dal sisma è Onna, a 10 km dal capoluogo: il 90% delle case è caduto e gli abitanti stanno scavando a mani nude per dare soccorso a chi è rimasto sotto le macerie in attesa dei soccorsi. E' ancora presto per fare bilanci ma la situazione è drammatica. I vigili del fuoco, quattro ragazzi del posto, sono arrivati da poco; la prima ambulanza ha portato via una donna che respirava a fatica e i cittadini continuano ad estrarre persone da sotto le macerie. Da soli, a mani nude e, qualcuno, con in testa un casco da moto. La gente dalla notte circola tra le macerie, attonita.
Si scava a mani nude e si spera Alcuni non erano andati a dormire dopo il terremoto avvertito intorno alla mezzanotte: c’è chi dice che una delle persone di cui ancora non si conosce la sorte sarebbe rientrata in casa proprio un minuto prima della scossa delle 3,32. L’ennesima di una serie che da settimane, da mesi, teneva in molti con il fiato sospeso. È anche a Tempera, adesso, qualcuno parla di "allarme sottovalutato". Ma non è il momento, non c’è tempo, per le polemiche. La gente continua a cercare e a scavare. Nella piazzetta la gente si ritrova, parla, fa la conta di chi c’è e chi non c’è: chi piange, chi si fa forza, anche se ha la casa distrutta perché "la cosa importante è avercela fatta".

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=341908

TERREMOTO: PDL, CORDOGLIO PER VITTIME SISMA
Roma, 6 apr. (Adnkronos) - Angelo Rossi, E.A. PDL, a nome suo personale e di tutta la PDL esprime ''cordoglio per le vittime e vicinanza per i cittadini abruzzesi'' colpiti questa notte dal grave sisma.


 

Pubblicato il 6/4/2009 alle 10.42 nella rubrica Diario.

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